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Tutti puntano sul SEO strategist

SEO strategystMolte aziende stanno investendo molto in SEO, altre sono in procinto di farlo, ma l’architettura interna molte volte non consente di ottimizzare ogni parte del sito o dell’ecommerce al meglio per essere intercettati dai motori di ricerca e salire nelle serp.
Molti si affidano ad aziende specializzate in SEO e SEM, ma difficilmente si integrano con processi interni ad aziende molto organizzate. E’ per questo che nasce la figura professionale del SEO strategist.

Il Seo strategist deve avere conoscenze verticali per quanto riguarda la parte di SEO, on site e off site, e conoscenze orizzontali per quanta riguarda tutti gli altri aspetti del sito, dalla user experience, alla creatività, alla navigazione, sviluppo, sistemistica. Questo perchè deve potersi interfacciare con tutti i reparti operanti in aziende di grandi dimensioni e guidare la costruzione di un sito o di un ecommerce affinchè sia già dalla nascita improntato alla SEO.

Non è un job semplice, occorre infatti avere molta esperienza in fatto di SEO, e molta esperienza per quanto riguarda la parte web. Google tiene conto di moltissimi fattori per l’indicizzazione, e quasi tutti impattano notevolmente sull’ascesa nelle serp. Alcuni meno cosiderati in generali come le performance, la risposta di un sito sono invece importantissime. I contenuti ovviamente dominano, ma anche essi dovrebbero essere visionati da un SEO Strategist, che può anche suggerire l’introduzione i contenuti aggiuntivi per migliorare l’esperienza utente e la navigazione, sempre interfacciandosi con tutti gli attori.

La creazione di siti o ecommerce di grandi dimensioni devono poi avere la fase di link building sviluppata correttamente ed è per questo che è molto importante l’architettura dei contenuti, e le pagine su cui puntare i link e gli anchor text.

Ovviamente questi sono alcuni casi in cui il seo strategist è attivo, ma possono essere molteplici, come l’ottimizzazione del codice di strumenti custum per avere url SEF, metadescription e title accurati. Non ultima la cura della semantica html che deve avere certe caratteristiche ben precise.

Un SEO strategist migliora le possibilità di indicizzazione di un sito o di un ecommerce e generalmente ne migliora anche la qualità.

Seo: dal search engine optimizer al SEO strategist

Evoluzione SEO

Le pratiche SEO in questi anni si sono molto evolute di pari passo all’evoluzione dei motori di ricerca che sono sempre più attenti a fare selezione ed evitare lo spam a 360°. Ogni azienda ogni SEO ha le proprie tecniche i propri metodi e le proprie intuizioni, ma una cosa è sicuramente uguale per tutti quei SEO o aziende che si occupano di SEO, la qualità.

link building

link building e link popularity sono cambiate molto in questi anni. Oggi siamo ad un bivio, continuare con le vecchie strategie o adattarsi alle nuove? I dinosauri si sono estinti, è meglio iniziare a puntare sulla qualità.

Oggi la qualità è importantissima in ogni settore, perchè il mercato è saturo di prodotti di basso livello, e l’unica alternativa è proporre qualcosa di veramente unico, di eccezionale.
Il settore SEO non fa differenza, per essere competitivi occorre produrre qualcosa di unico di alto livello, al di sopra degli altri. Alcuni puntano su software in grado di restituire informazioni utili al SEO per preparare la tattica, altri ingaggiano copy formandoli per la scrittura seo compatibile, anche se negano che la keyword density sia importante.
Ad ogni modo ogni strategia è buona per accapparrarsi i clienti, ma ci vogliono anche i risultati, ed è per questo che il mercato pullula di SEO, ma veramente preparati sono in pochi.

Il partner SEO

Basta scorrere le parole chiave più competitive nel settore web per capire se un SEO è bravo, se una web agency ha anche una parte SEO consistente in grado persino di proporre soluzioni integrate migliore del singolo consulente, se una digital agency oltre ad offrire servizi digital a 360° si occupa di SEO e a che livello.
Il SEO onsite, oramai è cosa molto popolare, anche se la stragrande maggioranza dei siti ha contenuti scadenti, una semantica html pessima e le description e gli url sef costruiti male. Non è dato a sapere se alcuni SEO ignorano ancora la qualità dei contenuti, la loro unicità e capacità comunicativa, in grado di attirare gli utenti come gli spider, oppure le aziende si affidano ancora ad agenzie che ignorano completamente l’ indicizzazione. Da ogni parte dove si parla dei SEO, c’è sempre la solita semantica, titoli h1, sottotitoli h2 ecc, che fine a se stessa ha un’importanza relativa, quello che conta è il contenuto di tali titoli e sottotitoli.

Nuovo SEO vs vecchio SEO

Il contenuto al centro dell’indicizzazione?
Si, oggi un contenuto ben scritto con la giusta costruzione SEO, può essere più efficace del link building estremo, è cosi, anche se non è ancora cosi, siamo ad un bivio. Molti siti continuano a vivere nelle prime pagine delle serp grazie a quantità di link da rabbrividire, ma condividono la prima pagina con altrettanti siti che hanno pochi domini di provenienza e pochi backlink.
Cosa succede? E vero tutto il contrario di tutto.
Ed invece no, siamo in un periodo dove stanno ancora coesistendo 2 modi di concepire l’indicizzazione, quella vecchio stampo fatta da molti link e contenuti poco interessanti ma sufficienti a mantenere la posizione, e quella nuova, contenuti efficaci e link provenienti da contenuti di qualità su aree in linea con l’argomento da siti di valore.
SEO StrategistFare il SEO strategist vuol dire considerare tutte le possibilità, tutte le percentuali, tutti i modi per ottenere il posizionamento ideale nelle serp. Google attraverso i propri portavoce, ha dettato alcune nuove regole, che vanno tenute bene in considerazione, altrimenti si finisce per essere penalizzati.

La strategia SEO oggi è essenziale.

Il link building e la link popularity sono argomenti che vanno trattati con i guanti bianchi, non sono più una corsa a chi ne ha di più, o meglio non sono solo una corsa a chi ne ha di più, ma a chi li ha differenziati in giuste percentuali, chi li ha provenienti da siti considerati bene da google, da chi li ha in contesti proattivi all’indicizzazione. Quali sono questi contesti? Ad esempio una press release o un article marketing o una web directory con un contenuto unico e scritto bene, lungo a sufficienza da essere reputato qualitativamente sicuro e citabile, cioè che crei di per se link naturali per l’interesse suscitato. Capita molto poco ma capita, e quando capita google lo intercetta subito.
Crescere nelle serp è sempre più impegnativo, perchè per la qualità occorre budget, e non sono molte le società ad investire in parole chiavi principali e competitive per la gioia delle analytics. Per questo ogni SEO strategist deve ricercare un set di parole chiave che siano in linea con il budget a disposizione e che creino flussi di utenti in target e semplicemente convertibili.
ROIUn SEO strategist analizza seo onsite e seo off site al fine di garantire il miglior ROI in funzione del target e del budget a disposizione del cliente. E per questo motivo che è più semplice essere nelle prime posizioni delle parole più impression, ma è più difficile trovare parole o frasi con meno impression ma più in target con l’ecommerce, con il sito o con i prodotti da promuovere.

SEO Strategist e ROI

Un SEO strategist, magari rinuncia a grandi numeri di impression per aumentare il ROI, proprio perchè l’interesse principale non è quello di essere trovati da tutti, ma dai potenziali clienti.